Ieri Monte dei Paschi ha lanciato due offerte pubbliche di scambio volontarie, contestuali e parallele, interamente in azioni, su Banco Bpm e Banca Generali per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro.
Su Banco Bpm l’offerta è strutturata come una vera combinazione tra pari a valori di mercato: 1,567 nuove azioni Mps per ogni azione Bpm. Il prezzo implicito è di 16,729 euro per azione, senza alcun premio rispetto ai prezzi ufficiali del 19 agosto (tenuto conto della distribuzione straordinaria da 4 miliardi riservata ai soci attuali di Mps). Il controvalore totale è di circa 25,3 miliardi.
Su Banca Generali il rapporto di cambio è di 6,958 nuove azioni Mps per ogni titolo, con un prezzo implicito di 74,284 euro e un premio del 10% sempre rispetto ai corsi del 19 agosto. Controvalore complessivo: circa 8,7 miliardi. L’operazione è la contromossa di Luigi Lovaglio all’Opas di Intesa Sanpaolo. Per convincere i propri azionisti, Mps propone una distribuzione straordinaria di 4 miliardi (1 miliardo in cash e circa 3 miliardi in azioni Generali, pari a 1,208 euro per azione Mps), riservata esclusivamente ai soci registrati prima del regolamento delle offerte. In caso di adesione integrale a entrambe le OPS (e tenuto conto della fusione di Mediobanca), gli attuali azionisti Mps deterranno circa il 50,1% del nuovo gruppo, quelli di Banco Bpm il 37,2% e quelli di Banca Generali il 12,7%. Sinergie annue pre-tasse stimate in 2,6 miliardi.
Il mercato, nella prima reazione, ha espresso un giudizio piuttosto chiaro: mentre Banco Bpm resta sostanzialmente ancorato ai valori impliciti dell’offerta, in passato c'erano stati tentativi di accordo tra le due banche, mentre Banca Generali ha mostrato una certa debolezza, segnalando che il premio del 10% non convince del tutto gli investitori. L’esecuzione resta complessa (approvazione assembleare in straordinaria il 29 ottobre a causa della passivity rule a cui è sottoposta Rocca Salimbeni, soglia minima di adesioni al 50%+1, autorizzazioni regolamentari) e il closing è atteso a febbraio 2027. La reazione a caldo del mercato, al di là dei numeri, sembra chiara: tra adesione all’Ops e incertezza realizzativa qualcuno preferisce incassare, specie su Banca Generali.


