Questa settimana interessanti movimenti degli istituzionali si sono visti sugli ETF investiti nelle Terre Rare. In particolare, il VanEck Rare Earth and Strategic Metals ETF USD (REMX) Acc si trova sui massimi storici e il WisdomTree Strategic Metals UCITS ETF (WENH) è tra quelli che hanno registrato volumi di scambi sensibilmente superiori alla media. Per capire perché gli operatori si sono mossi su questi strumenti dobbiamo interpretare la decisione della China Northern Rare Earth Group, il più grande produttore al mondo di terre rare leggere, di imporre un aumento dei prezzi lo scorso 12 aprile. In particolare, la compagnia a controllo statale ha fissato il prezzo di vendita del concentrato di terre rare per il Q2 2026 a 38.804 yuan/tonnellata, imponendo un aumento del +44,6% rispetto al Q1 2026 (e più che doppio rispetto a un anno fa), di fatto imponendo un ulteriore collo di bottiglia. Non è più solo una guerra di commodity: è geopolitica pura, con ritorsioni sul futuro del dominio tecnologico. Se l’America controlla i mari e blocca il traffico di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz (danneggiando indirettamente anche le importazioni energetiche della Cina), Pechino risponde colpendo il fronte tecnologico attraverso il controllo sempre più stretto delle terre rare..


Per gli istituzionali questo tema è caldo e la tempistica del lancio del primo ETF “ex-China” di Sprott (REXC) proprio questa settimana non è casuale: conferma le forti tensioni geopolitiche in corso. Si tratta del primo fondo che permette di investire nelle terre rare escludendo completamente le aziende cinesi, puntando solo su produttori alternativi in Australia, USA, Canada e altri Paesi amici. Potrebbero quindi scommettere sul fatto che i prezzi delle terre rare restino elevati o salgano ulteriormente e che le politiche di decoupling rendano le aziende non cinesi più preziose.
Attenzione però: il settore resta estremamente volatile e sensibile alle decisioni di Pechino, alle tensioni geopolitiche e ai possibili effetti di “demand destruction” se i prezzi diventano troppo alti. Un ETF concentrato come il VanEck può muovere anche il 5-10% in una sola settimana.


