Ogni partita della Selección viene chiamata “l’infartoneta”. Il mix di emozioni che regala la “Scaloneta”, il gruppo guidato da Lionel Scaloni. Contro qualsiasi avversario, anche il più temibile, il cuore va a mille fino al fischio finale. Qualcosa di simile sta accadendo sul fronte obbligazionario. Per il Tesoro argentino, ogni scadenza di debito è un sussulto sui mercati internazionali. Finora, però, Buenos Aires ha superato gli “avversari” più difficili. A luglio ha onorato una delle prove più importanti dell’anno: circa 4,3-4,55 miliardi di dollari tra capitale e interessi sui bond Globales e Bonares. Un pagamento gestito senza nuova emissione internazionale, utilizzando riserve, collocamenti locali in dollari e prestiti garantiti. Eppure, all’appuntamento più delicato – il 2027, anno delle presidenziali – il governo ha scelto di riscadenzare una parte significativa delle scadenze, spostandole oltre le elezioni. La mossa più visibile è stata il consolidamento di 6 miliardi di repo del BCRA (Banco Central de la República Argentina) con scadenza settembre 2028. Una decisione criticata da diversi analisti, che la vedono come un modo per “prendere tempo” proprio nell’anno elettorale. Ma i progressi ci sono, e sono notevoli. Lo riconosce anche il Fondo Monetario Internazionale. Nel suo ultimo Staff Report (2026 Article IV), l’FMI scrive: “L’Argentina ha continuato a ottenere risultati impressionanti nel suo programma di stabilizzazione. Dall’insediamento dell’amministrazione Milei a fine 2023, l’inflazione annua è scesa da tripla a doppia cifra, è stato stabilito un forte ancoraggio fiscale (con due anni consecutivi di avanzo primario, la prima volta da quasi due decenni) e sono state eliminate molte regolamentazioni distorsive, barriere commerciali e restrizioni sui cambi”. L’FMI evidenzia inoltre il rimbalzo del PIL nel 2025 (+4,4%), la ripresa degli investimenti e delle esportazioni, e le riforme approvate in Congresso. Fitch ha alzato il rating a B- da CCC+. Nonostante i progressi, il rischio di investire nelle obbligazioni argentine rimane elevato. I dubbi del FMI sul futuro del paese sono chiari: riserve ancora sottili, vulnerabilità alle oscillazioni politiche del 2027 e capacità di rimborso “soggetta a rischi eccezionali”. Comprare bond argentini oggi equivale a vivere un’altra infartoneta: emozioni forti, ma con la consapevolezza che qui si gioca con il proprio patrimonio e non con il tifo calcistico. .

Argentine sovereign USD bond GD35 – scad. 2035 (Globales – GD).
I titoli più seguiti, come il GD35 (scadenza luglio 2035, circa 9 anni residui – Isin: US040114HT09), offrono attualmente un rendimento intorno all’8-9% (a seconda delle quotazioni di mercato). Un livello che incorpora sia i progressi reali del paese sia il premio per i rischi residui. L’Argentina ha dimostrato di saper giocare sotto pressione. Resta da vedere se, ora che è in finale di Coppa del Mondo 2026 contro la Spagna, riuscirà a portare a casa il trofeo della sostenibilità anche oltre il 2027.

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