
Nella settimana chiusa il 2 ottobre 2026, la volatilità implicita è risalita in modo generalizzato, con l'Europa protagonista. Il VFIB è balzato di circa il 20% (da 17,91 a 21,50) e il VDAX di circa il 10% (da 16,88 a 18,64), mentre gli altri indici hanno registrato rialzi più contenuti. Il VFIB supera così il VXN (21,20), cosa che non accadeva dall'inizio di maggio: la tensione si sposta dal comparto tecnologico americano ai mercati europei.
📈 Soglie in movimento: VIX e VXD tornano sopra i 15 punti e rientrano nella fascia 15-20. VFIB e VXN sono in fascia 20-30, mentre VDAX e VSTOXX restano ancora sotto i 20.
📌 Medie a 50 periodi: il VFIB è l'unico indice ad aver incrociato al rialzo la propria media (21,50 contro 19,95). VDAX e VSTOXX si avvicinano e potrebbero testarla nelle prossime sedute se il rialzo europeo dovesse proseguire.
🏆 Forze relative STOXX 600: in vetta alla classifica settimanale (52 settimane) c'è STMicroelectronics, seguita da Infineon e Tecan, con i semiconduttori protagonisti. Sul fronte opposto, la peggiore è Vistry Group (costruzioni residenziali), con Stellantis subito dietro.
🌍 Forze relative indici internazionali: nella settimana, tra i mercati più forti Bovespa (+4,71%) e Nikkei (+2,71%), mentre tra i più deboli Ftsemib (-2,76%) e Cac40 (-2,63%).
🏦 Ufficio Studi: QT e deficit dei Governi alla resa dei conti. Il report ripercorre il discorso di Mario Draghi e confronta il QT delle principali banche centrali, con un'attenzione al deficit italiano: quello Eurostat è vicino al 3%, mentre il fabbisogno di cassa è oltre il 6%.


