Nel 2017 le Nazioni Unite affermavano che “we have added years to life, it’s time to add life to years”, un’espressione diventata manifesto di un cambiamento strutturale: non basta vivere più a lungo, ma occorre vivere meglio e in buona salute. Nella stessa direzione si muove McKinsey, che nel 2025 ha sottolineato come l’allungamento della vita media e i cambiamenti demografici rendano centrale l’«healthspan», ossia gli anni vissuti in buona salute, oltre alla sola «lifespan». Le malattie legate all’età rappresentano circa un terzo del carico globale di malattia; ridurne l’impatto della metà potrebbe tradursi in un beneficio economico di circa 2 trilioni di dollari annui di PIL. È su questo sfondo che si inserisce l’analisi di Jayda Etienne, Deputy Editor di Preqin First Close, che descrive come le longevity technologies stiano uscendo dalla nicchia per diventare un’area di crescente interesse industriale e finanziario, spostando la sanità da un modello reattivo, centrato sulla cura, a uno proattivo, orientato alla prevenzione. Biotecnologie, intelligenza artificiale e beauty convergono in un ecosistema che interviene sui processi biologici dell’invecchiamento mediante ottimizzazione cellulare, monitoraggio dei biomarcatori, diagnostica avanzata e scoperta di nuovi ingredienti terapeutici. Il perimetro del tema si amplia così oltre la farmaceutica tradizionale, includendo digital health, wellness, nutraceutica, skincare scientifica e prevenzione personalizzata.
Il driver principale resta quello demografico: secondo le Nazioni Unite, la popolazione over 65 passerà dai 703 milioni del 2019 a 1,5 miliardi nel 2050. Il mercato globale della longevity, valutato 27,61 miliardi di dollari nel 2025, è atteso raggiungere 67,03 miliardi entro il 2035, con un CAGR del 9,41%. Questo spiega l’interesse crescente anche degli investitori quotati, attirati da un megatrend trasversale supportato da innovazione biotech, AI e nuovi consumi. Anche le fasce più giovani si avvicinano al tema attraverso prevenzione, ottimizzazione personale, peptide therapy e biomarker tracking, trasformando la longevity in un cambiamento culturale oltre che demografico.
Per gli investitori europei l’esposizione più diretta e accessibile passa attraverso ETF (Exchange Traded Fund) quotati su Borsa Italiana, Xetra e altre piazze continentali. Il principale strumento rimane l’iShares Ageing Population ETF (ISIN IE00BYZK4669 - Ticker: AGED, 2B77), che replica un indice globale di società i cui ricavi sono legati ai bisogni della popolazione che invecchia. Il portafoglio è concentrato su sanità, farmaceutica, dispositivi medicali e servizi collegati, offrendo un’esposizione relativamente «pura» e difensiva al trend demografico. Prestate attenzione poiché l’Ets si trova sui massimi assoluti. Ulteriori opzioni tematicamente vicine includono il VanEck Medical Robotics and Bionic Engineering ETF (ISIN IE0005TF96I9 - Ticker: CIB0), che investe in robotica medica, impianti bionici, bioprinting e tecnologie volte a migliorare la qualità di vita delle persone anziane, e il Franklin Future of Health and Wellness ETF (ISIN IE0003WEWAX4 - Ticker: FOHW), focalizzato sull’innovazione in ambito salute, wellness e prevenzione. Da sottolineare, in particolare per il CIB0, che si tratta di uno strumento in trend ribassista, che si trova sui minimi assoluti.



Tornando alla composizione, questi ETF non hanno profili identici: gli strumenti incentrati sull’ageing tendono a essere più difensivi e legati a sanità e servizi essenziali, mentre gli ETF focalizzati su beauty e aesthetics incorporano una componente consumer più esposta alla ciclicità e alle valutazioni di mercato. Di conseguenza la strategia consigliabile è leggere la longevity sia come esposizione core a un megatrend demografico tramite ETF più ampi sull’ageing, sia come satellite opportunistico tramite ETF su beauty tech, aesthetics e prevenzione ad alta intensità tecnologica.
Questi ETF rappresentano un’integrazione coerente per il portafoglio Phyield, che funge da base d’investimento prudente grazie alla gestione attiva. Il portafoglio investe in differenti asset a livello globale tramite ETF, mantenendo una diversificazione tra la parte investita e la liquidità remunerata nella proporzione 60/40. La caratteristica principale del money management è il ribilanciamento trimestrale delle posizioni per riportare in equilibrio gli assetti iniziali.

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