
📊 Pubblicato il PHYIELD Report n. 134 – Volatilità ancora compressa; focus su breakout e resilienza settoriale
La settimana terminata il 26 settembre 2025 conferma la fase di stabilità della volatilità implicita sui maggiori indici azionari: VIX a 15,29 (-1,1%), VXN a 19,33 (+3,2%), VDAX a 16,43 (+4,3%), FTSE MIB IVI a 17,97 (+5,0%). Solo indici europei e tecnologici mostrano un lieve recupero della volatilità, mentre il quadro globale resta in compressione rispetto ai massimi di agosto. Nessun indice supera la propria media mobile a 50 giorni, evidenziando una persistente lateralità e livelli storicamente bassi. La gestione prudente dell’esposizione e il controllo delle resistenze tecniche restano essenziali, in vista di eventuali riaccelerazioni improvvise.
Mercato risk-on debole: nessun cross rialzista sugli indici principali; permane cautela sul sentiment e sulle esposizioni, segno di attesa su possibili rotture dei livelli chiave.
📈 Rotazione settoriale: nel Stoxx600 migliorano titoli nell’industriale, difesa, farmaceutico ed energia, mentre rallentano alcuni player del credito, chimica e servizi. Sul FTSE MIB spiccano performance positive da Leonardo, Unicredit, Unipol, Iveco Group e Banco BPM; deboli Poste Italiane, Intesa Sanpaolo, Banca Mediolanum.
📊 ETF Flow Tracker: Top 10 ETF analizzati per rapporto tra volumi settimanali e media mensile: si evidenziano cambi di posizionamento con focus su asset difensivi e momentum settoriali pro-ciclo.
💠 Crypto focus – Bitcoin ed Ethereum in outflow:
La settimana ha visto consistenti deflussi dagli ETF crypto, in particolare su Bitcoin ed Ethereum. Il sentiment si è indebolito e il prezzo di Bitcoin non è riuscito a superare la resistenza tecnica, subendo una brusca correzione (-8%). Anche Ethereum mostra pressione ribassista e test dei supporti chiave. Il mercato crypto evidenzia fase di consolidamento dopo i recenti tentativi di rialzo.
📌 Macro focus:
Il report segnala temi speciali sulla leva dei conti broker USA, l’andamento del debito e la riflessione sui fenomeni di de-globalizzazione e politiche monetarie ultra-espansive post-2008. La monetizzazione dei debiti pubblici resta un fattore determinante per le dinamiche macro e per le banche centrali.


