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EurUsd. Scattano le coperture con i primi segnali d’indebolimento del dollaro 

5 Novembre 2023

Nei rapporti internazionali, spesso ci si affida alla Grassman’s Law, secondo la quale gli scambi commerciale avvengono principalmente nella divisa dell’esportatore (articolo di S. Grassman del 1973). Ma da quegli anni le cose sono cambiate e molti piccoli esportatori, specie se guardiamo alla realtà italiana, faticano ad imporsi sui mercati esteri con la moneta europea, mentre altri cercano di conquistare quote di mercato attraverso il vantaggio competitivo dell’offerta di prodotti in moneta locale. Fatto sta che firmando i contratti nella valuta dell’importatore si assumono i rischi di cambio.

 

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EurUsd Spot

I movimenti sul mercato valutario e di quello monetario dell’ultima settimana, che scaturiscono dalla decisione della FED nella ultima riunione, ci segnalano che la forza del dollaro potrebbe essere arrivata al capolinea, lasciando spazio ad un recupero dell’euro. Non è possibile immaginare l’entità del recupero della valuta europea, però per EurUsd il primo target del movimento rialzista sembrerebbe puntare alla resistenza di area 1.08 (rettangolo verde sul grafico EurUsd). 

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Spread DE02Y-US02Y

Analizziamo il primo driver macroeconomico di un cross valutario, cioè il differenziale di tassi a 2 anni delle rispettive aree valutarie: lo spread DE02Y-US02Y (il confronto tra lo Schatz tedesco e il Treasury americano entrambi a 2 anni), sembra aver invertito la tendenza riducendo il differenziale negativo. Anche in questo caso, analizzando il grafico sembrerebbe plausibile un ritorno ad un differenziale del -1.7% (rettangolo verde sul grafico di DE02Y-US02Y).

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(U.S. Treasury 10Y-02Y)

E il grafico della curva dei tassi in U.S. (US10Y-US02Y) cosa ci sta segnalando? Da luglio scorso, la forza del rendimento obbligazionario a 10 anni ha spinto verso una normalizzazione della curva, cioè verso tassi a lungo più elevati di quelli a breve. Per alcuni un segnale positivo, per altri, al contrario, il segnale di una recessione in arrivo, aggravato dalla difficoltà del Tesoro americano di trovare acquirenti di titoli in giro per il mondo. Ora la palla passa nel campo a breve. Se il rendimento a 2 anni si dovesse indebolire di più di quello al lungo, cominciando a fiutare la fine del rialzo dei tassi in USA, allora il ritorno alla normalità della curva, con il differenziale dei rendimenti positivo, potrebbe essere l’ulteriore conferma di un progressivo indebolimento della valuta statunitense nei confronti dell’euro. Anche per il grafico US10Y-US02Y il target del movimento è fissato sulla parità (rettangolo verde).

 

La rottura al rialzo delle resistenze segnate sui tre grafici, confermerebbero la ripresa dell’euro sul dollaro. A questo punto sarebbe necessario per un esportatore che riceve US$ in cambio delle merci esportate effettuare delle operazioni di hedging per coprirsi dalle fluttuazioni sfavorevoli. 

 

Cosa deve fare l’imprenditore o il direttore finanziario per avviare una strategia di coperture? Si parte dell’analisi dei flussi di cassa attesi per ciascuna delle valute estere coinvolte.  È importante che il manager comprenda il tasso medio a cui sono avvenute le esportazioni, ovvero il "tasso di cambio medio ponderato" (WAER). In questo modo, l'esportatore può definire un canale che rappresenta il livello di tolleranza al rischio rispetto alle oscillazioni del cambio EUR/USD. Quando il prezzo spot si muove al di fuori di un livello di supporto o resistenza definito, viene attivata l'esecuzione automatica di un'operazione di copertura. E qui arriviamo al secondo aspetto, l’analisi dello strumento finanziario da utilizzare.  Si parte dagli strumenti più complessi (currency derivatives) e quotati sui mercati OTC (Over The Counter) come gli Swap e Forward o strumenti standardizzati e quotati sui mercati regolamentati come Future e Options, per arrivare a quelli più semplici e meno impattanti in termini di margini impiegati e commissioni che sono i CFD (Contract For Difference).

 

Scegliendo questa metodologia, l'azienda può ridurre il rischio di cambio in modo semplice ed efficiente, riducendo al contempo i costi di copertura.

 

Autore: Edoardo Liuni